QUANDO I PESCI INIZIANO A BUSSARE DALLA TELEVISIONE ACQUARIO ...

Non serve essere troppo snob per asserire che l’uso del mio mezzo televisivo in casa, ha spesso lo scopo di un acquario luminoso. Mentre fai cose sul divano, leggi un libro o lavori con il computer sulla “gaida” (incavo tra ginocchia e ventre) cit romagnola, l’idea di vedere colori in movimento e vocine flebili d’ambient mi piace. In tanti hanno il mio pensiero: chi usa la tv come una lampada, fortunatamente ho in casa l’arte di Marco Lodola, chi per conciliare il sonno, chi come schermo ingrandito per programmi web per bambini e chi per smanettare meglio sui social con lo smartphone. Ora che non ci sono più gli spot “volume-inosi”, che ti fanno ricordare l’esistenza della funzione del mezzo televisivo, mi sto accorgendo che i “pesci” iniziano a bussarmi al vetro. I “caciaroni” Porro, i Giordano, i Corona, gli Sgarbi, i Temptation Island e gli innumerevoli Giletti, mi riportano alla cruda realtà.  Che fare? Visto che il fondale tv in movimento concilia al meglio gli altri miei interessi, prendo la macchinetta con effetto pioggia, propedeutica al sonno di mio nipote e azzero il volume del televisore. Nella peggiore delle ipotesi, in questa afosa estate, mi addormento con il soave ticchettìo della pioggia artificiale. Claudio Villa 3 agosto 2020

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