L’ETICA DEI BRAND O BRAND ETICI?

La pandemia ha cambiato non solo i comportamenti delle persone, ma anche i valori dei marchi, che devono impegnarsi molto per consolidare il loro posto nella vita dei consumatori, i quali, dopo i diversi mesi di lockdown e di fronte ad un futuro incerto, vogliono aziende che si connettano con loro a livello emotivo.
È come se ci fosse, nell’inconscio della gente, l’esigenza di capire come un marchio si sta impegnando nella vita delle persone, possibilmente la propria, e dei loro problemi.
Fino adesso il glocal e la contestualizzazione territoriale,  erano una esigenza di mercato, ora è il “valore etico” la necessità fisiologica delle persone: “oserei dire vitale”.
Anche i marchi globali devono pensare all’impatto che stanno avendo a livello locale, devono entrare nei condomìni.
Il dilemma: cosa desiderano ora le persone dai brand?
– essere ascoltate, capite e accudite
– la consapevolezza nel riconoscere che ora tutto è molto difficile
– “marchi umani” che si mettono in gioco per aiutarli
– che raccontino storie vere, vicine ai problemi delle singole persone
Tutto questo, nel periodo dei “domiciliari obbligati”, l’ha capito perfettamente la D’Urso nelle sue chilometriche trasmissioni …
Mi auguro si possa fare anche meglio! Banksy image. Claudio Villa 21 luglio 2020

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