IL MONDO IN-FINITO DELLE LIMITED EDITION

È da qualche decennio che, i prodotti in generale, che siano opere artistiche, panini da fast food, sneakers o borse alla moda, per essere venduti, devono forzatamente avere una customizzazione, una personalizzazione (vera o finta soggettiva), una “limited edition” (senza sapere quanti pezzi), oppure un co-branding (mi ha appassionato molto Supreme con Louis Vuitton e poi con Oreo, oltre a Red Bull con GoPro). Tutto deve essere sempre unico e speciale.
Ora, con il modello di partnership sharing & refreshment tra Tic Tac e Coca Cola, si crea la : “limited massmarket edition”
Le nuove confezioni speciali sono disponibili in tre varianti: standard, extra-large e total red e oggi sono distribuite in 70 Paesi nel mondo e commercializzate in tutti canali esistenti nel pianeta, compreso Amazon e perfino eBay.
Chissà se due prodotti così distintivi, che mi piacciono, messi assieme, mi piaceranno il doppio o sarà una delusione. Devo provare!
Resta il fatto che quando tutto diventa limited edition, non esiste più la limited edition. Perché conclamarla?
Quanto rimpiango i miei negozietti Converse americani, antesignani della scarpetta unica e personalizzata: compro la scarpa, scelgo gli accessori per farla mia, la completo e me la calzo . . . Claudio Villa 17 giugno 2020

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