LA PROTESTA ARTISTICA DIGITALE PER GEORGE FLOYD

Ho sempre pensato che ogni forma di protesta, purché non violenta, sia lecita. In questo senso ogni aspetto artistico che pone l’attenzione sulla tutela dei soprusi alla persona, tramite il proprio linguaggio, è il benvenuto. Banksy docet. L’artista digitale Débora Silva, sta creando scansioni 3D di persone comuni che stanno prendendo parte alle proteste globali di Black Lives Matter. Il suo progetto, che parte da Londra, include visualizzazioni digitali di attivisti presenti a Hyde Park e nella città londinese. I rendering 3D di Débora Silva, non devono intendersi quali strumenti commerciali, ma hanno lo scopo di “immortalare questo momento storico”. Le sue immagini dinamiche postate sulla piattaforma Instagram, sono potenti perché reali. Cerca di mostrare i manifestanti – che indossano per lo più maschere e segni sportivi – sotto una nuova luce. Ciò riguarda sia il livello dell’individuo, sia quello del movimento collettivo. Attraverso questo progetto, Débora Silva spera di rivoluzionare la fotografia di protesta. Qualche ben pensante ha iniziato già a parlare di privacy lesa, dimenticando che tutti i principi a tutela della persona sono legittimi, a partire da quello di Floyd che aveva diritto di continuare ad esistere. Claudio Villa 10 giugno 2020

 

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