DISMALAND, IL PARCO DEI NON DIVERTIMENTI DI BANKSY E LA “NUOVA PAURA” DI DIVERTIRSI

Banksy  definisce Dismaland “a festival of art, amusements and entry-level anarchism”. Un gioiello di guerrilla art, realizzato in Inghilterra nel sinistro scenario dell’ex parco acquatico Tropicana, abbandonato da 15 anni, con 18 attrazioni fatiscenti e un castello disneyano distrutto. Grande successo di pubblico e media nel settembre 2015.

La “paura che attira”.

In Italia è lunga la lista dei parchi acquatici che, questa estate, decidono di non aprire, tra i quali i siciliani Etnaland, Aretrusa e Conte, Aqualand del Vasto, Mirabeach, Carrisiland e Caribe Bay di Jesolo. Una decisione sofferta, una scelta difficilissima, rispettabile, ma soggettiva e che non trova tutti d’accordo.

Quale sarà lo “spartiacque” della “nuova paura di divertirsi” che ha esorcizzato e dissacrato Banksy in Dismaland? Semplice: la tranquillità di fruizione deve permeare il modello comunicativo, ma non può essere la “comunicazione stessa”.

Tutti sanno che, se ora un parco apre, deve essere in regola con i complessissimi protocolli attuali. Comunque nei parchi ci sono sempre state regole comportamentali rigide e inflessibili, vedi altezza, peso e condotta sulle attrazioni. Cosa cambia?

Adesso vogliamo “sicuramente” divertirci!

Claudio Villa 6 giugno 2020

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