A RICCIONE IL PROIBIZIONISMO E’ UNA LEVA DI MARKETING

Tutto parte, purtroppo, da un’ordinanza che modifica, a Riccione, gli orari di vendita e somministrazione delle bevande alcoliche. Per prevenire episodi di assembramento, dal 29 maggio al 31 luglio, tutti i giorni dalle 19.00 alle 7.00, non sarà possibile in luogo pubblico: detenere, consumare e vendere per asporto bevande alcoliche di qualsiasi gradazione da parte di tutti i pubblici esercizi. Vi risparmio il resto. In buona sostanza l’aperitivo alcolico, dopo le 19.00, si può bere solo seduti e serviti, la Coca Cola invece anche in piedi appoggiato ad un lampione vicino al bar. Visto e considerato che i luoghi caratteristici per aperitivi e cocktail bar a Riccione non hanno le dimensioni e le sedute dell’Oktoberfest, immagino che nasca immediatamente da questa sera, la moda “della centrifuga alcolica mascherata da passeggio”. Curioso il fatto che l’assembramento davanti alle gelaterie resta consentito, il diabete lo combattiamo la prossima volta. Adesso qualcuno ci spiegherà che anche negli Stati Uniti, tra gli anni 1920 e 1930, il proibizionismo lo hanno imposto per aumentare la vendita sottobanco degli alcolici. In Romagna e soprattutto, purtroppo, a Riccione, in casi come questi si dice: ROBA DA MAT. Claudio Villa 30 maggio 2020

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