LOUIS VUITTON E L’ARTE: ECCO LUCKYLEFTHAND

Fin dal 1854, la Maison ha avuto uno stretto legame con l’arte, che ne ha segnato la storia e gli oggetti, ma è con l’arrivo di Mark Jacobs nel 1997, che la contaminazione artistica è diventata sempre più identitaria per il brand. Il passaggio epocale: da una borsa elegante per la nonna, all’oggetto fashion per la nipote (in concorrenza con la Fendina), al bauletto cult LV porta dischi per i deejay internazionali è del 2003 con Murakami con la linea Cherry Blossom, le famose ciliege appese al logo LV. Il rapporto tra monogram e manga contaminati, durò fino al 2009. Nel 2017 fu il momento di Jeff Koons, che creò borse con la Gioconda, Van Gogh e Leonardo, nel 2019  la giapponese Yayoi Kusama traduce le sue zucche variopinte, in borse con pois coloratissimi. E cito solo alcuni artisti, quelli che più mi appassionano. Ora Luckylefthand riveste le vetrine della sede Louis Vuitton a Parigi con un graffito, stile anni 60/70, che si estende per 280 metri quadrati, contro la paura e le difficoltà portate dall’emergenza Covid, dove vince la potenza e dolcezza dell’amore! #loveisthecure . Claudio Villa 26 maggio 2020

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