IL DESIGN DA SPIAGGIA E LA BEACH THERAPY

Occupandomi di destinazioni turistiche, è apodittico che la spiaggia della Riviera di Rimini, sia una icona turistica di valenza internazionale.
Il Covid, a sua insaputa, ha generato nel mondo del design, ma anche in quello degli “specialisti dei business di prossimità”, stimoli impellenti  per il “ri-disegno della nuova spiaggia in sicurezza”.
In diversi casi sono approfondimenti di importanti studi conclamati, in altri, veri e propri “alchimisti approfittatori”.
Detto questo, relativamente al “nuovo design da spiaggia”, in diverse proposte non riesco a distinguere il professionista dal cialtrone.
Si passa dagli inventori di chiusure in plexiglass, al distanziamento alveare, igloo in canniccio, tende oblique primi ‘900, telo anti-batterico etc.
Resta solo il fastidio?
Tutt’altro, la “morbosità architettonica marina”, porta attenzione mediatica e grande interesse alla spiaggia, in particolare alla costa romagnola, con gli abituali ospiti pronti a tornare quando tutte le indicazioni di sicurezza saranno precisate, vestite e messe in atto. Uno dei pochi casi in cui vale l’assunto “purché se ne parli”.
Nel frattempo, consiglio la visione dello splendido fotolibro Beach Therapy di Martin Parr, 100 spiagge al mondo viste dal teleobiettivo. Relax! Claudio Villa 4 maggio 2020

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