IL TURISMO DI CARTAPESTA. MA QUANTO E’ “GRACILE” L’INDUSTRIA TURISTICA?

Era il gennaio scorso che l’Organizzazione Mondiale per il Turismo delle Nazioni Unite, preannunciava l’ennesimo anno di crescita per l’industria turistica internazionale.

A 40 giorni di distanza, ci troviamo invasi dal giusto claim #IORESTOACASA.

È evidente, nel caso in cui non fosse chiaro, che: le possibili situazioni di “turbamento al fare turismo”, sono sterminate.

Prima di tutto gli elementi atmosferici: per distruggere la destinazione Venezia, la California o tutta l’Australia, basta il “ruggito del clima”, come cambiare i bilanci per un’estate piovosa o un inverno “snevicato”.

Il terrorismo internazionale, i crolli dei ponti, i disastri ferroviari e aerei, inibiscono il potenziale turista.

Così come la crisi economica, fino ad arrivare alle varie emergenze sanitarie, che toccano piccole parti del mondo o come in questo caso, diventano planetarie.

Un bel mercato globale che si accende trasversalmente con la spensieratezza e la voglia di svago, con la spada di Damocle che sentenzia: “nel turismo ogni occasione persa, è persa per sempre”. Difficile trasformare un assunto in una ricetta, nel frattempo mi sono ripassato lo “smart tourism”, ovvero il “turismo intelligente”. Per adesso “io resto a casa”. Claudio Villa 11 marzo 2020

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *