Grom cambia il claim in: dove è andato a finire “il gelato come una volta”?

La risposta è semplice, a caro prezzo nelle vaschette della GDO per dare la caccia alla lepre Haagen-Dasz. Nel 2015, 35 milioni o giù di lì, per acquistare un claim e smontarlo mi sembra tanto! Quando qualche anno dopo vidi la “gelateria d’incrocio” alla stazione Termini di Roma, che vende immancabilmente migliaia di coni al giorno, che cambia vestito e da Algida diventa Grom mi chiedo cosa stia succedendo . . . l’obiettivo non era quello di creare un Cornetto Algida, artigianale (che non lo è) con accanto “la crema come una volta”? A tal proposito mi piace citare una recensione di ananas62 (veggente) dell’agosto 2013, che dopo aver acquistato un cono da Grom titolava : “meglio un classico Cornetto Algida”. Ora si punta sui vasetti al supermercato, sulla grande distribuzione e sui bar. La nuova strategia è multicanale! E serviva Grom? Considerandolo alla stregua di una private label d’eccellenza? È finita l’era della “persuasione” della clientela di acquistare un gelato naturale da passeggio di altissima qualità? Tutto questo è inconciliabile con i grossi numeri. E adesso cosa faranno i fondatori di Grom ancora presenti in azienda? Prossima mossa? Claudio Villa 27 gennaio 2020

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