Plastic Army Women: quando lo stimolo nasce da un'esigenza socio-culturale . . .

Cosa sta succedendo? Non è sicuramente la risposta stile Ken a Barbie, non nasce di certo dall’evoluzione del business “no gender” Spongebob, ma forse, la netta linea di demarcazione tra maschio e femmina nel gioco, è cambiata, in certi casi direi piacevolmente scomparsa. Vedi ad esempio: il successo trasversale dei mondiali femminili di calcio o la complicità partecipativa bisex in Fortnite! In tutto questo, oltre al “clamore social” dei ritorni delle mamme soldato in licenza premio dall’Iran o dall’Afganistan, una bimba di 6 anni dell’Arkansas, manda una letterina accorata al mondo dei produttori di giocattoli scrivendo: “per favore potreste fare i soldatini donna?” La BMC Toys, con sede in Pennsylvania, vista la richiesta mediatica della bimba, ha capito la grande potenzialità di un mercato trasversale, ed è partita immediata la promessa di lanciare, per Natale 2020, la linea Plastic Army Women. Ogni set avrà un costo di $ 14,80 e includerà 24 soldatesse alte circa 5,7 cm., tassativamente verdi. Oltre a farmi tornare la passione, da cresimando, per gli Afrika Korps, magari, in miniatura al femminile, questa esigenza fisiologica la vedo come un “ulteriore passettino” verso una sana normalizzazione. Claudio Villa 23 settembre 2019

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